Ebrei, cristiani e musulmani insieme per la pace nel 25° anniversario del cimitero multiconfessionale

L’iniziativa, dedicata alla pace e alla convivenza tra le diverse comunità religiose, si è aperta con il canto Fratello Sole, Sorella Luna, eseguito dal coro dell’Istituto Giovanni Pascoli di Rieti.

Dopo il saluto introduttivo di Fulvio Iampieri, don Rostyslav Hadada, direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Diocesi di Rieti, ha sottolineato che il rispetto reciproco, il dialogo tra religioni e la memoria condivisa dei defunti rappresentano un «contributo concreto alla costruzione della pace». Ha quindi richiamato le parole di san Giovanni Paolo II pronunciate durante lo storico incontro interreligioso di Assisi del 1986, ricordando il valore della preghiera per una pace autentica e duratura.

Sono seguiti gli interventi del prefetto di Rieti, Pinuccia Niglio, che ha richiamato i principi costituzionali della libertà religiosa, e della vicesindaca Chiara Mestichelli, che ha evidenziato l’importanza del dialogo e del rispetto delle differenze nella vita quotidiana.

Particolarmente significativo l’intervento del rabbino Ariel Di Porto, della Comunità ebraica di Roma, che ha ricordato come «il dialogo si costruisce con gesti piccoli e ripetuti», riconoscendo nel cimitero multiconfessionale un patrimonio di fiducia e convivenza da custodire.

L’imam della Moschea della Pace di Rieti, Mohammed Ahardane, ha ripercorso le iniziative di dialogo promosse negli anni tra le comunità religiose, auspicando la fine dei conflitti e una maggiore fraternità tra i popoli.

In rappresentanza del vescovo di Rieti, mons. Vito Piccinonna, è intervenuto il Vicario generale, mons. Casimiro Panek, che ha invitato a costruire la pace attraverso l’amicizia, il rispetto e l’amore verso il prossimo, ricordando che il messaggio cristiano invita a riconoscere nell’altro non un nemico, ma un amico e un fratello.

Ampio spazio è stato dedicato agli studenti degli istituti scolastici reatini, che hanno presentato riflessioni e testimonianze sulla pace e sull’eredità di san Francesco d’Assisi.

L’incontro si è concluso con il canto Semina la pace, eseguito dal coro dell’Istituto Giovanni Pascoli, affidando soprattutto alle nuove generazioni l’impegno di proseguire il cammino del dialogo e della convivenza pacifica.